SPIGOLO DEL MONACO

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come è nata

accade tutto nel 2010 quando Ivan, detto il terribile

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il paese

Faicchio (BN)

Faicchio: Falesie, Ponti Romani e Storia ai Piedi del Monaco

Se cerchi un perfetto mix tra arrampicata, storia e natura lussureggiante, Faicchio è una tappa obbligata. Situato ai piedi del Monte Erbano, questo borgo medievale è dominato dal maestoso Castello Ducale e custodisce gioielli ingegneristici come il Ponte di Fabio Massimo, di epoca romana, che scavalca il fiume Titerno.

Per gli amanti della verticale, il territorio di Faicchio è sinonimo di pareti calcaree spettacolari. Ma la vera perla della zona è la vicina Gola di Caccaviola (al confine con Cusano Mutri), una spettacolare forra scavata nella roccia dove si snoda una delle vie ferrate più famose e adrenaliniche del Sud Italia.

La storia del paese è legata alle dominazioni longobarde e normanne, ma l’ambiente naturale circostante è il vero protagonista. Scalare e fare trekking qui significa muoversi tra antichi acquedotti ipogei, grotte rupestri (come quella di San Michele) e una vegetazione mediterranea che si aggrappa al calcare grigio. Faicchio è la base logistica ideale per un weekend outdoor: dopo aver scalato sui muretti tecnici della zona, perdersi tra le sue strade medievali con un calice di vino locale è il modo migliore per chiudere la giornata.

Parcheggio

Da Nord, uscire a Caianello, da Sud uscire a Benevento. Da entrambe le uscite, imboccare la SS 372 Telesina. Percorrendo la stessa , prende l'uscita Faicchio. Quindi si raggiunge il convento di S. Pasquale alla sinistra del quale parte una ripida stradina in cemento che termina con un parcheggio per poche macchine.
Ricorda: siamo ospiti di questi luoghi, non semplici turisti.
Rispetta l'ambiente, non intralciare eventuali passaggi e presta attenzione alla presenza di animali.

Accesso alla Falesia

Lasciare la macchina al parcheggio della falesia di Faicchio ed imboccare la prima parte del sentiero per salire alla suddetta falesia. Imboccata la moderna mulattiera che porta all’eremo di San Michele, proseguire per circa 40min lungo la stessa fino a raggiungere la seconda valletta alberata dopo un tratto completamente spoglio. Salire lungo la valle per i sentieri lasciati dalle capre e lasciarla sulla sinistra quando inizia a stringersi.
Raggiunti i prati, proseguire zigzagando fino al raggiungimento della grossa guglia.

relazione

Altitudine: 500m
Esposizione: SO
Avvicinamento: 40′
Discesa: lungo la via

Sviluppo: 130m | 4L
Difficoltà: V
Tempo: salita 3/4h | totale 6/7h
Materiale: NDA, utili Nut o Tricam, Friend medi e piccoli.

L1 | 40m
Si attacca a dx di un omino a 1ch. con cordino, dritti (IV) ad una prima cengia. Ci si sposta a dx per placca (IV) a 1ch., poi un poco a sx a 1ch. con cordone (IV+) a rimontare una più larga cengia; 20m. Proseguire per altri 15m (1ch., IV+) a sostare su cordone su albero e ch. tolto.

L2 | 23m
Proseguire a salire il pilastro (IV/IV+, 2ch., friend) quando, giunti al secondo ch., o affrontare dritti la placchetta (V+) o aggirarla a dx (V-) per poi uscire sulla grande cengia a sostare al suo bordo su fix e anello calata.

L3 | 42m
Si raggiunge l’evidente pilastro che riprende di fronte, si sale a 1ch. con kevlar (V-), quindi si punta a passare tra due alberelli in piena placca (2ch., V-), ora con passo scomodo fra gli alberi (V+, A0 su albero) si esce sulla sx dello spigolo; ancora 6m si giunge a 1ch. quasi sullo spigolo (V-). Affrontare un’altra liscia placca fra due cespugli (V, non proteggibile) fino a 1ch. Saliti fino al successivo chiodo  (V-) piegare un poco in diagonale a dx giungendo in sosta su 2 fix e catena.

L4 | 48m
Con partenza non banale (V+) proseguire per 10m (2ch., V continuo); ora in leggera diagonale a dx ad 1 cordino su cless. e poi in leggero obliquo a sx superato il quale (V+), si va un poco a dx in direzione degli alberelli sulla cresta opposta. Altri rimonti (IV+, friend) portano al termine del pilastro su cengia. Sosta con catena.

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